Hiroshima mon Amour, Torino, 12 maggio 2017. Ha scelto Torino, casa sua, e l’Hiroshima, un locale storico della città, per iniziare il suo tour IL CODICE DELLA BELLEZZA Samuel. Due serate, due sold-out. Quando si parla di Samuel l’associazione Subsonica è immediata. Ma è anche giusto che sia così. Essere il front-man di una band che ha fatto la storia recente della musica italiana non è cosa che si possa trascurare. Ma si può provare a smarcarsi, almeno. E questo sta provando a fare, direi con un discreto successo.

Andare a Sanremo è stato il primo passo, fare uscire un disco da cantante solista il secondo, un tour è la mossa naturalmente successiva. Come fare dunque a smarcarsi da cotanto passato, senza ovviamente mai rinnegarlo (sarebbe folle…)? Intanto andando in tour senza una vera band in formazione classica, ma avvalendosi dell’ausilio di un musicista come Ale Bavo (LNRipley) alla consolle per gestire sint e basi ed aggiungendo un batterista come Tozzo (Linea77). Così Samuel sale sul palco, sul quale sono state posizionate tre postazione cilindriche: una per la batteria, una per le tastiere ed una per la consolle.

Incanta per la sua voce precisa. Per la sua energia. Per come gestisce e porta con sè il pubblico. Per la costruzione della scaletta.

La scaletta chiaramente comprende tutti i brani del cd uscito dopo Sanremo, qualche pezzo scritto in passato da Samuel per altri artisti e cover. E ovviamente qualche pezzo dei Subsonica, direttamente riconducibile alla sua autorialità, riarrangiato. Un concerto energico, allegro, ben studiato. Forse nato da una certa insicurezza sull’esito di quest’avventura solitaria, che però aveva ed ha tutti gli elementi per essere, come è già, un successo. Del resto, quando uno è bravo è bravo. E lui lo è.

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